Le origini dell'acquariofilia

 

Le origini dell'acquariofilia

L'allevamento di pesci in ambienti ristretti o artificiali è una pratica che affonda le proprie radici nella storia.

Per migliaia di anni i pesci sono stati allevati in vasche e stagni come fonte di cibo. Nell'Europa medievale le vasche per le carpe erano una presenza quasi fissa nelle tenute di campagna e nei monasteri, in quanto fornivano un'alternativa alla carne per i giorni festivi quando quest'ultima non poteva essere consumata per motivi religiosi. Allo stesso modo in tutta l'Asia era diffusa l'abitudine di popolare le risaie con pesci d'acqua dolce commestibili come pesci gatto e Ciprinidi vari. Gli antichi Sumeri erano noti per tenere in laghetti i pesci catturati prima di consumarli come pasto. Alcuni di questi pesci, grazie alla loro colorazione particolarmente vivace o al loro buon carattere a poco a poco iniziarono ad essere considerati più come animali da compagnia che come cibo e da alcune di esse hanno avuto con il tempo origine delle varietà del tutto domestiche e artificiali, come il pesce rosso e la carpa Koi, originarie della Cina e del Giappone rispettivamente.

Si ritiene che l'allevamento selettivo di questi animali sia iniziato più di 2.000 anni fa. Esistono dipinti che risalgono all'Antico Egitto che ritraggono l'allevamento dei pesci sacri di Ossirinco in vasche rettangolari all'interno del tempio. Anche in molte altre culture si sono allevati pesci sia per ragioni pratiche che per scopi decorativi. I Cinesi iniziarono ad allevare i pesci rossi all'interno della case durante la Dinastia Song, tenendoli in grandi recipienti di ceramica.

Allo stesso modo sono sempre stati apprezzati anche i pesci marini e molti facoltosi romani tenevano lamprede e altri pesci in vasche di acqua salata. Cicerone racconta che l'oratore Quinto Ortensio Ortalo pianse quando morì uno dei suoi esemplari preferiti, mentre Tertulliano riporta che un certo Asinio Celere spese 8.000 sesterzi per un cefalo vivo particolarmente grosso e bello[1]. Cicerone, piuttosto sarcasticamente, parla di questi antichi acquariofili come dei Piscinarii, traducibile come gli alleva-pesci.

Fonte Wikipedia



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