Le condizioni dell'acqua


Le condizioni dell'acqua

Il contenuto soluto è forse l'aspetto più importante dei requisiti dell'acqua, dal momento che il complesso dei solidi disciolti e gli altri componenti possono avere un impatto notevole sulla composizione chimica dell'acqua e di conseguenza sul modo in cui i vari organismi riescono ad interagire con l'ambiente che da quell'acqua è composto. Il contenuto salino, o salinità, è un primo modo di classificare le condizioni dell'acqua.

Un acquario può contenere:

  • acqua dolce (salinità sotto lo 0.5‰), simulando un ambiente lacustre o fluviale.
  • acqua salmastra (salinità tra 0.5‰ e 30‰), simulando ambienti delle zone di confine tra l'acqua dolce e salata come gli estuari.
  • acqua marina (salinità tra il 30‰ e il 40‰) simulando un ambiente marino o oceanico.

Solo di rado vengono allestite vasche con concentrazione salina ancor maggiore per allevare organismi marini che la richiedono.

A seconda delle sostanze disciolte presenti nell'acqua questa assume varie altre caratteristiche, da tenere in considerazione per la corretta simulazione degli ambienti naturali. Il pH dell'acqua è la misura del grado di alcalinità o di acidità della stessa. L'acqua marina tipicamente è alcalina, mentre il pH dell'acqua dolce può essere molto variabile. La durezza dell'acqua dipende dalla quantità complessiva di minerali in essa disciolti: l'acqua con un elevato grado di durezza è in genere di tipo alcalino, mentre l'acqua cosiddetta tenera tende alla neutralità o all'acidità[5]. Anche il contenuto di materiale organico presente nell'acqua e i gas disciolti hanno una certa importanza per definire le caratteristiche dell'acqua e quindi per la gestione di un acquario.

In genere gli acquariofili riempiono le proprie vasche con acqua di rubinetto fornita dal loro distributore locale. A causa però della presenza del cloro usato per disinfettare l'acqua potabile destinata al consumo umano, l'acqua di rubinetto non può essere versata direttamente nell'acquario. In passato era sufficiente "condizionare" l'acqua lasciandola per un paio di giorni in bacinelle o altri contenitori aperti in modo che il cloro avesse il tempo di dissolversi nell'aria[5]. Oggi invece, per disinfettare l'acqua di rubinetto si usano sempre più frequentemente le clorammine, che hanno la caratteristica di essere più stabili e non si separano dall'acqua celermente come il cloro. Si rende quindi necessario l'impiego di additivi specifici per rimuovere cloro e clorammine dall'acqua destinata agli acquari, detti biocondizionatori. Gli acquari di acqua salmastra o marina richiedono inoltre l'aggiunta di un composto di sali e altri minerali, disponibili in commercio nei negozi specializzati.

Gli acquariofili più esperti sono in grado di modificare l'acqua anche in altri modi, variandone l'alcalinità, la durezza o il contenuto organico e gassoso, prima di introdurla nelle loro vasche. Queste operazioni si possono mettere in atto grazie ad una varietà di additivi, come ad esempio il bicarbonato di sodio per innalzare il pH[5]. Altri ancora filtrano o purificano l'acqua, sempre prima di aggiungerla all'acquario. per fare questa operazione esistono due procedimenti: la demineralizzazione e il processo di osmosi inversa. I grandi acquari pubblici, che hanno bisogno di grandi quantità d'acqua, tendono invece ad essere costruiti nei pressi di fonti naturali come fiumi, laghi e oceani per aver facile accesso ad acqua che non richieda ulteriori trattamenti.

La temperatura dell'acqua rappresenta il riferimento per una delle due classificazioni più classiche degli acquari: acquari tropicali e acquari di acqua temperata. La maggior parte dei pesci e delle piante tollera solo limitate variazione della temperatura dell'acqua: gli acquari tropicali, con una temperatura media di circa 25º sono i più diffusi. Gli acquari di acqua temperata sono invece quelli con una temperatura inferiore a quella necessaria per essere considerati tropicali. Ancor più importante della temperatura in sé è la sua stabilità; la maggior parte degli organismi non sono abituati a variazioni improvvise di temperatura, che possono provocare loro degli shock, farli ammalare e portarli addirittura alla morte[5]. Negli acquari la temperatura dell'acqua viene tenuta sotto controllo grazie all'azione combinata di termometri e riscaldatori (più raramente di sistemi refrigeranti).

Anche il movimento dell'acqua può essere importante per simulare con successo un ecosistema naturale. generalmente il flusso e il movimento dell'acqua viene reso grazie all'azione delle pompe di filtraggio e di aerazione.

Fonte Wikipedia