L' Osmosi nelle Barche - prima parte


Osmosi

Come capire se uno scafo soffre di osmosi

L'osmosi si manifesta con delle bolle, di dimensione più o meno grande, in corrispondenza delle parti immerse dello scafo. Se le bolle sullo scafo sono larghe, numerose e facili da vedere la diagnosi è semplice; purtroppo non sempre è così. Talvolta è facile scambiare per osmosi dei difetti della pitturazione e, una volta rimossa l'antivegetativa da uno scafo si scopre che non ci sono segni di osmosi. In questi casi è fondamentale effettuare diversi test in parti diverse dello scafo eliminando l'antivegetativa e guardando bene al di sotto, perchè talvolta le bolle dell'osmosi al passare del tempo al secco ed all'asciutto tendono ad appiattirsi ed a ridursi di dimensione. Se c'è un sospetto di osmosi bisogna quindi rimuovere delle piccole porzioni di antivegetativa ed esaminare che cosa c'è sotto.

Queste verifiche eliminando l'antivegetativa vanno fatte in diverse parti della barca, a prua a poppa, vicino la linea di galleggiamento e sulla chiglia. L'area da scoprire dovrebbe essere almeno di 80x20 mm. Una spatola affilata è un ottimo strumento per asportare la vernice e guardare al di sotto.
Una delle zone dove è più facile trovare segni di osmosi è vicino la linea di galleggiamento, e quindi è proprio qui che bisogna concentrare la propria attenzione. Timone, skeg, chiglia vanno anch'esse esaminate con molta attenzione

E' possibile capire in anticipo se uno scafo soffre di osmosi prima che compaiano le bolle? 
si, dal momento che le bolle non sono che il fenomeno terminale di un processo che può impiegare anche dieci anni prima di apparire. Senza entrare nei dettagli tecnici del fenomeno osmotico, è importante sapere che il livello di umidità di uno scafo messo a secco scende in maniera differente a seconda che lo scafo presenti dei problemi di osmosi o meno.

 

Una volta messo lo scafo a terra, va misurato e registrato, settimana dopo settimana, il livello di umidità. Il livello dovrebbe scendere progressivamente in maniera significativa già nelle prime due-tre settimane di permanenza all'aperto, arrivando a dei valori soddisfacenti in sei-otto settimane. Se il livello invece non si abbassa significa che siete in presenza di problemi. Magari all'esterno ancora non è comparsa alcuna bolla, ma il processo di osmosi è già iniziato. Non è tuttavia il caso di drammatizzare: molti proprietari hanno continuato a navigare per anni e anni con scafi in queste condizioni perchè il processo di formazione delle bolle e di diffusione dell'osmosi è un processo lento. 
Una cosa sconsigliata è quella di applicare, in questo caso, un ciclo cosiddetto "preventivo" prima che si manifestino le bolle. Caratteristica della resina epossidica è infatti quella di essere molto impermeabile sia dall'esterno, ma anche dall'interno. Ciò significa che il processo di osmosi già iniziato continuerebbe indisturbato ed anzi non godrebbe più dei periodi all'asciutto per potersi ridurre.

Diversi gradi di osmosi
L'osmosi non si manifesta in maniera uguale in tutti gli scafi, bensì in maniera più o meno grave. E' quindi opportuno saper riconoscere il livello di gravità di questo problema per poi trovare la cura migliore.

Osmosi leggera e limitata
Se sono state rinvenute soltanto poche tracce di osmosi, con delle bolle di piccole dimensioni l'osmosi può considerarsi leggera. In questi casi il proprietario della barca si chiede normalmente che cosa è opportuno fare: aspettare che il problema si manifesti in tutta la sua gravità e quindi fare un trattamento completo dello scafo, oppure effettuare immediatamente il trattamento limitandosi alle zone colpite. Fino a che punto è possibile rinviare il trattamento, aspettando che si sviluppi in maniera più evidente? La risposta non è facile, diciamo che quando le bolle raggiungono dimensioni tra i 4 e gli 8 mmq è probabilmente il momento di intervenire con un trattamento completo. Se poi le bolle coprono un'area vasta dello scafo, è il caso di intervenire con un trattamento completo. 

Osmosi grave e diffusa
Se le bolle coprono più o meno tutto lo scafo, oppure se le bolle sono grandi, allora si parla di osmosi grave. In questi casi non bisogna scoraggiarsi: il problema può essere curato intervenendo con cura e professionalità. E' tuttavia da chiarire per contro che questi livelli di osmosi non possono essere lasciati a sè stessi perchè indeboliscono notevolmente lo scafo e quindi prma o poi è possibile aspettarsi dei guai ancora più seri ed eventualmente anche un affondamento. In questi casi la cura deve essere radicale: lo scafo deve essere pelato fino a ridurre del 50% lo spessore dello scafo e bisogna effettuare il trattamento che descriveremo in seguito.

Come curare l'osmosi
L'osmosi si cura con un processo composto da diverse fasi: pelatura dello scafo con eliminazione del gel-coat e quindi delle bolle, asciugatura dello scafo, trattamento epossidico, antivegetativa.

Pelatura dello scafo
I due metodi più comuni di eliminare il gel coat sono con la sabbiatura o con una levigatrice meccanica (a nastro oppure a lama). Entrambi i metodi sono buoni, la sabbiatura è ovviamente molto più rapida anche se occorrono strumenti professionali. E' fondamentale che la pelatura dello scafo vada in profondità, fino ad eliminare anche il 50% dello spessore dello scafo se necessario. Se la pelatura viene effettuata soltanto superficialmente, è possibile che l'osmosi si ripresenti successivamente. La pelatura non dovrebbe fermarsi alla linea di galleggiamento ma estendersi almeno di 50 cinquanta centimetri al di sopra. In Italia è raro vedere cantieri che effettuano il trattamento oltre la linea di galleggiamento, aspetto invece fondamentale perchè la zona del galleggiamento è una delle più delicate e problematiche. Dal momento che con la pelatura viene asportata una quantità "importante" di materiale dallo scafo, questo si indebolisce in maniera significativa. E' buona norma quindi, applicando poi strati successivi che questo venga ricondotto ad uno spesso maggiore di quanto era originariamente. Se non è possibile aumentare lo spessore dello scafo, dovrebbe essere comunque prevista una qualche forma di rinforzo come delle ulteriori ordinate, l'utilizzo di un materiale più resistente della semplice vetroresina, ecc.

Lavaggio
Si parla di osmosi umida quando l'interno delle bolle contiene del fluido; la pressione all'interno della bolla può anche essere elevata per cui se si incide la bolla uno spruzzo di liquido fuoriesce (come fosse un foruncolo). Se le bolle contengono liquido la cura deve essere particolarmente attenta e precisa. Ciò in quanto questo liquido attrae l'acqua, per cui è importante che quando lo scafo è stato portato completamente a nudo sia lavato a fondo per eliminare qualsiasi traccia di questo liquido che potrebbe poi nuovamente attrarre l'osmosi.
In questi casi il calore non è sufficiente ad eliminare questo liquido, bisogna che lo scafo sia lavato a fondo con acqua a pressione per eliminare completamente qualsiasi traccia di liquido dalla superficie. Sarebbe molto meglio che lo scafo fosse lavato, se possibile, con acqua calda dal momento che questa si combina con l'acido e quindi l'eliminazione è più sicura. E' buona norma non limitarsi ad un solo lavaggio, ma piuttosto effettuarne uno almeno ogni due-tre giorni per due settimane. In alternativa è invece possibile lavare lo scafo giornalmente per una sola settimana. E' opportuno che l'acqua con cui si lava lo scafo sia sotto pressione per eliminare completamente l'acido; attenzione tuttavia che quest'ultima non sia troppo alta da rovinare lo scafo.

Asciugatura dello scafo

Una volta lavato lo scafo la fase successiva è la sua completa asciugatura. Normalmente sono usati prima dei deumidificatori e poi delle stufette elettriche. Ovviamente in tutto questo tempo lo scafo deve essere sigillato, ossia ricoperto da un telo impermeabile sigillato a terra con delle stecche di legno. Per verificare il livello di umidità di uno scafo, e quindi decidere quando questo è asciutto, è opportuno usare uno dei rivelatori di umidità normalmente in commercio (es. il Tramex). Il livello di umidità deve scendere al di sotto del 14% per poter iniziare la fase successiva di ricopertura con la resina epossidica.Il livello di umidità deve essere controllato periodicamente dal momento che se il lavaggio è stato effettuato correttamente il livello scende costantemente nel tempo ed è scarsamente influenzato dalle condizioni atmosferiche esterne.

Trattamento con resine epossidiche
Le resine epossidiche sono delle resine molto più impermeabili all'acqua delle resine poliestere e costituiscono la base del trattamento di riparazione. La prima regola fondamentale del trattamento è che bisogna dare le prime mani con resina assolutamente priva di solvente, altrimenti il solvente potrebbe rimanere intrappolato tra lo scafo e la resina e quindi generare di nuovo, dopo poco tempo, un fenomeno di osmosi. Molto importante sono le condizioni esterne quando si applica la resina. Bisogna che faccia abbastanza caldo, e soprattutto evitare che la sera, quando inizia a salire l'umidità, la resina sia ancora umida in quanto è facile che l'umidità possa rovinare il processo di catalizzazione e quindi il ciclo protettivo.