Il carico biologico in Acquario


Il carico biologico

Con carico biologico si intende la misura dello sforzo a cui gli abitanti di un acquario sottopongono il suo ecosistema per accoglierli. Vasche con un carico biologico elevato sono acquari con un equilibrio complicato da raggiungere che può essere facilmente alterato.

Calcolare la capacità biologica di un acquario

Un acquario può ospitare solo un determinato numero massimo di pesci

Tra i fattori da tenere in considerazione per determinarlo c'è la disponibilità di ossigeno nell'acqua e la velocità con cui il filtro è in grado di trattare i materiali di scarto. Gli acquariofili hanno elaborato un certo numero di regole empiriche per riuscire a fare una stima accettabile del numero di pesci che possono essere inseriti in un determinato acquario; gli esempi che seguono si riferiscono al caso di piccoli pesci d'acqua dolce, in quanto gli animali di dimensioni maggiori e la maggior parte di quelli d'acqua marina richiedono una disponibilità di spazio maggiore.

Un acquario può quindi contenere:
3 cm di lunghezza di pesce ogni 4 litri d'acqua (ad esempio un pesce di 6 cm avrà bisogno di 8 litri d'acqua).
1 cm di lunghezza di pesce ogni 30 cm di superficie della vasca.

Gli acquariofili esperti mettono comunque in guardia nei confronti di un'applicazione troppo stretta di queste regole, perché non considerano altri importanti fattori, come il tasso di crescita dei pesci, il loro livello di attività, la loro territorialità, il loro comportamento sociale e così via[9]. In un certo senso, comunque, il metodo migliore per determinare la capacità dell'acquario è procedere ad aggiungere i pesci con calma, controllando ogni volta la qualità dell'acqua, procedendo essenzialmente per tentativi correggendo gli errori.

Fattori che influiscono sulla capacità biologica

Anche se il metodo convenzionale di calcolo della capacità di sopportazione di carico biologico da parte di una vasca si basa semplicemente sul rapporto tra la sua capacità e la lunghezza dei pesci, esistono altre variabili da tenere in considerazione. Una di questa è la differenza tra pesce e pesce. I pesci di minori dimensioni consumano più ossigeno per grammo di peso corporeo rispetto ai pesci più grandi. Gli Anabantidi, avendo la capacità di respirare ossigeno direttamente dall'atmosfera, richiedono una superficie della vasca maggiore, inoltre alcuni di questi pesci sono territoriali e non apprezzano l'affollamento. I barbi, per fare un altro esempio, pesci molto vivaci e attivi, a parità di dimensioni hanno bisogno di più spazio rispetto ai più tranquilli Tetra[5].

Lo scambio di ossigeno tra aria e acqua sulla superficie è molto importante e di conseguenza lo è la superficie dell'acquario. Alcuni acquariofili arrivano a sostenere che un acquario profondo e con un maggior volume d'acqua non può contenere più pesci di quanti ne tenga uno meno profondo ma con la stessa superficie. La capacità può essere incrementata dal movimento della superficie e dalla circolazione dell'acqua, oltre che con un'aerazione artificiale, che non solo può migliorare lo scambio dell'ossigeno ma facilita anche la decomposizione dei materiali di scarto[5].
Anche la presenza di materiali di scarto rappresenta una delle variabili in gioco. La decomposizione è un processo che consuma ossigeno, quindi quanto più materiale che va in decomposizione c'è minore è la quantità di ossigeno a disposizione. L'ossigeno si scioglie meno facilmente con l'aumentare della temperatura; si tratta per l'acquariofilo di una lama a doppio taglio, perché l'innalzarsi della temperatura rende più attivi i pesci che a loro volta quindi consumano più ossigeno. Lo stress del sistema dovuto ai cambiamenti di temperatura è un problema maggiore negli acquari di acqua temperata, in quanto la temperatura può alzarsi improvvisamente nelle giornate più calde.

Di fondamentale importanza però è il filtro. Un buon filtro di moderna concezione dovrebbe essere in grado di eliminare virtualmente tutte le sostanze inquinanti disciolte nell'acqua e tutto il particellato organico sospeso. Questo risultato viene realizzato mediante cinque azioni fondamentali: filtraggio meccanico (particellato in sospensione), biologico aerobico (nitrificazione ed eliminazione di ammoniaca e nitriti), filtraggio biologico anaerobico (eliminazione nitriti, fosfati ed altri inquinanti ossidati), adsorbente mediante carboni o zeoliti (eliminazione coloranti e varie sostanze organiche anche aromatiche), chimica mediante resine (eliminazione selettiva di soluti polari). Utilizzando un filtro di elevate performance si riesce a ridurre la necessità di cambi d'acqua garantendo nel contempo condizioni ideali e stabili di vita a fauna e flora ospitata (Zupo, 2011).

Fonte Wikipedia