I legni e le radici nell’allestimento di un Acquario


Insieme al fondo, lo sfondo e le rocce, i legni e le radici sono fondamentali nella ‘struttura’ dell’arredamento di un acquario. Non è obbligatorio inserirli in un layout, ma quando si vuole provare a ricreare un angolo di natura, difficile immaginarlo senza la presenza di un legno, una radice che, più delle piante, sono presenti nel fondo di un fiume di qualsiasi biotopo. L’arredamento di un acquario non ha solo un valore puramente estetico; gioca un ruolo importante nella riproduzione di un ambiente idoneo agli abitanti dell’acquario.
I legni in acquario rilasciano tannini e acidi umici: questi contribuiscono al benessere dei pesci perché hanno un’azione antimicotica e batteriostatica e, colorando l’acqua, hanno un effetto calmante sui pesci più timidi. I legni offrono anfratti e ripari ai pesci più piccoli e a quelli che hanno abitudini d’attività notturne e delimitano gli spazi nei pesci territoriali. Insieme alle rocce, i legni e le radici delimitano e contengono le aree piantumate dell’acquario, creando un bellissimo contrasto con il verde e il rosso delle foglie.

Tra i comuni tipi di legni in genere usati negli acquari, il più utilizzato è la radice di torbiera, raccolta in zone paludose come gli acquitrini di torba, dove è rimasta a bagno in modo naturale e conservata per molti anni. Questo processo produce un legno che non marcisce velocemente e non causa diffusione di funghi e batteri quando è immerso in acqua. La radice di torbiera si presenta di diversi tipi: i più comuni sono il legno Jaty, il legno Manila , la radice di Mangrovia e il Mopani. Spesso non vi è differenza tra un tipo di legno e un altro, sono diversi i luoghi di raccolta e così ogni legno prende un nome commerciale.