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Emergenza Nazionale Italia Coronavirus COVID-19 e Articolo 452, 650 e 483 del codice penale

emergenza nazionale italia coronavirus covid 19 e articolo 452 650 e 483 del codice penale

Tutta l’Italia diventa zona protetta. Con l’ultimo dpcm sottoscritto la sera 9 marzo dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, le misure restrittive già applicate per la Lombardia e le 14 province del nord più colpite dal coronavirus vengono estese a tutto il territorio nazionale. Il nuovo provvedimento è entrato in vigore il 10 marzo e avrà efficacia fino al 3 aprile.

Muoversi solo se necessario
Si può uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e necessità. Ove richiesto, queste esigenze vanno attestate mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia o scaricati da Internet. Una falsa dichiarazione è un reato.

Rispettate sempre la Legge, i Decreti e le Forze dell'Ordine
Una denuncia penale (applicazione di articoli c.p.) è una cosa seria e grave che vi si ripercuoterà per tutta la vita, la fedina penale viene compromessa con tutte le conseguenze del caso, dal ritiro di licenze sino alla reclusione nei casi più gravi.
* Fate attenzione e siate rispettosi delle regole, ne và della vostra reputazione *

L’applicazione dell’art. 452, 650 e 483 c.p. e l’esodo legato al COVID-2019

  • Art. 650 c.p. - Inosservanza dei provvedimenti dell’autorità
    1. Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206 (Ammenda così aumentata ai sensi dell’art. 113, L. 689/1981).
    Le sanzioni per chi non rispetta il decreto ‘Io resto a casa' "Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [337, 338, 389, 509], con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a duecentosei euro": questo il testo dell'articolo 650 del codice penale, a cui fa riferimento il decreto. Chi viene sorpreso a violare le nuove direttive, non osservando appunto il provvedimento dell'autorità emanato per questioni di pubblica sicurezza e di tutela della salute pubblica, può essere sanzionato con una multa di 206 euro o con l'arresto e la reclusione fino a tre mesi. A meno che il fatto non costituisca un reato più grave, si legge: in questo senso sono menzionati alcuni articoli del codice penale tra cui quello di resistenza a pubblico ufficiale, per cui è prevista reclusione da 6 mesi a 5 anni o quella di violenza e minaccia a un corpo politico/amministrativo/giudiziario, per cui la pena può arrivare fino a 7 anni.

  • Art. 452 c.p. Chi viola la quarantena rischia il carcere
    "Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus", stabilisce il decreto: chi si trova in quarantena non può sottrarsi dalla condizione di isolamento per nessuna delle eccezioni sopra indicate. Chi viene sorpreso a violare queste indicazioni rischia l'arresto immediato e il carcere. Infatti in questo caso la violazione riguarda l'articolo 452 del codice penale, cioè quello che disciplina i reati contro la salute pubblica. La pena in questo caso può arrivare fino ai 12 anni di carcere.

  • Art. 483 c.p. - Controlli agli spostamenti
    Per accertare che il Dpcm venga rispettato sono stati disposti dei controlli che "avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti". Per quanto riguarda invece la rete autostradale e la viabilità principale, "la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni", mentre verifiche dello stesso tipo saranno svolte da carabinieri e dalla polizia municipale lungo la viabilità ordinaria. Le autodichiarazioni, potranno essere rese "anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia": la loro veridicità potrà essere verificata anche in seguito con successivi controlli. Per chi sarà sorpreso a dichiarare il falso, la pena può arrivare fino ai 2 anni di reclusione. Lo stabilisce l'articolo 483 del codice penale, che regola la falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico: "Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni".

Vedi anche;

Fonte: fanpage.it | salute.gov.it

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