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Elica marina e il fenomeno della cavitazione

L'elica marina dà un rendimento piuttosto basso, perché la massa d'acqua in cui essa lavora è disturbata dalla carena e dalla presenza di molta aria sciolta nell'acqua, che favorisce il fenomeno della cavitazione. Nella rotazione dell'elica si producono, nella massa del liquido circostante, sovrapressioni e depressioni: quando la depressione è superiore alla tensione di vapore del liquido e alla tensione di soluzione dell'aria disciolta in esso, si formano cavità subito riempite dai gas disciolti e da vapor d'acqua. L'effetto della cavitazione è dannoso perché produce corrosioni, che distruggono rapidamente i bordi delle pale, e vibrazioni dovute a squilibri di pressione, che cimentano il materiale; aumenta inoltre notevolmente la formazione di vortici e conseguentemente la resistenza dovuta alla scia. In sostanza, oltre ad un danno materiale, si ha una forte dimunuzione di rendimento perché il fenomeno descritto costituisce un complesso di lavori parassiti. Per evitare la cavitazione occorre condizionare tra loro il diamentro dell'elica e numero di giri, in modo che la velocità periferica delle pale non raggiunga il valore critico per l'insorgere del fenomeno. Per questa ragione le pale dell'elica marina sono più corte e hanno una superficie maggiore delle pale dell'elica aerea per la quale la cavitazione non si verifica.

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