Da 29 a 87 MHz


Da 29 a 87 MHz: è una gamma relativamente interessante. Da segnalare che verso i 50-60 MHz circa termina il fenomeno della propagazione. La lunghezza dell'onda elettromagnetica è ormai ridotta al punto da divenire insensibile a questa immensa e irregolare "cupola" invisibile. Le onde si propagano quindi solamente in linea retta, e la curvatura terrestre (non più aggirabile dall'angolazione dovuta alla ionosfera) rappresenta un ostacolo insormontabile. Le onde dirette verso gli strati alti dell'atmosfera non ricadranno più a terra, chissà dove, e finiranno col disperdersi nello spazio. In altre parole da queste gamme in poi si naviga "a vista" o quasi; ne consegue che iniziano necessariamente da queste parti le trasmissioni prevalentemente "locali". Anche queste frequenze non escludono comunque le grandi distanze (migliaia di Km.) che sono però possibili solo in particolari casi (es. quando l'antenna ricevente e quella trasmittente si trovano collocate ad altitudini sul livello del mare tali da sovrastare la curvatura terrestre, oppure quando i segnali vengono ripetuti da satelliti nello spazio). Da segnalare che, dalle frequenze VHF in poi, diviene significativo il fenomeno della riflessione contro piccoli e grandi ostacoli aventi consistenza fisica; alcuni radioamatori riescono addirittura a coprire distanze (sulla terra) di migliaia di Km. facendo riflettere i segnali radio sulla superficie della Luna (tecnica EME). Un fatto da sempre affascinante è che, anche con potenze di trasmissione assolutamente modeste, trasmettendo da queste gamme in poi si finisce con l'irradiare il segnale nello spazio alla velocità della luce; nello spazio il fattore di attenuazione delle onde elettromagnetiche è estremamente ridotto, e la "portata" (l'aspetto che da sempre assilla chiunque operi in questo campo) diviene quasi illimitata. Per fare un semplice esempio, le prime trasmissioni televisive sono ora a circa 50 anni luce dalla terra. Per confermare che tutto ciò non è solo teoria basta citare la sonda Voyager, lanciata negli anni 70 verso Giove e Saturno e uscita da molti anni dal sistema solare: fino a pochi mesi fa (2001) continuava ancora a trasmettere segnali radio, regolarmente ricevuti sulla terra. La cosa stupefacente è che tali trasmissioni avvengono con la modestissima potenza di circa 10 watt su comuni frequenze VHF. Ovviamente però le antenne riceventi non sono i gommini forniti con gli scanner (!), bensì mastodontiche strutture ramificate talvolta a livello planetario e governate da potentissimi sistemi informatici connessi mediante apposite reti.
Intorno ai 43 MHz troviamo una gamma liberalizzata, 24 canali in uso alle aziende, agli agricoltori, nei cantieri, ecc. Spesso si ascoltano anche conversazioni poco professionali, ma di solito non molto interessanti. Verso i 47-49 MHz troviamo i cordless domestici di prima serie, non omologati. Sono ancora molto diffusi e non di rado è possibile ascoltare a grandi distanze anche quelli potenziati (Jetfon, Skytel, ecc.). Stupisce talvolta come i proprietari di questi oggetti non vengano neppure lontanamente sfiorati dal sospetto (tutt'altro che infondato evidentemente) che le loro conversazioni vengano tranquillamente ascoltate, magari dal vicino di casa. Verso i 49 MHz operano anche i famosi "baby monitor", in pratica quelle trasmittenti che servono per controllare il neonato ma che talvolta poi papà o mamma "riciclano" per controllare anche soggetti un po' più....... maturi e comunque sempre prossimi alla sfera familiare :-)
Dai 52 agli 87 MHz le frequenze sono suddivise a "spicchi"; anche se sono frequenze generalmente libere, con un po' di pazienza può capitare improvvisamente di fare ascolti interessanti, soprattutto se ci si trova in altura sopra alle grandi aree urbanizzate del nostro paese (zone pedemontane attorno alla pianura padana, colli romani, entroterra napoletano, ecc.). La maggior parte delle trasmissioni su queste gamme avviene in FM (modulazione di frequenza). Fra i 54 e gli 87 MHz oltre 16 MHz sarebbero riservati a 3 canali televisivi in banda VHF (A B C); in realtà le trasmissioni televisive in questa porzione di frequenze sono piuttosto rare, per lo più confinate a zone montane, e questi canali risultano di norma liberi o soggetti a sporadiche trasmissioni solamente audio.