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Coloranti e additivi di origine animale

Molte persone rimangono indifferenti, altre non sono informate e chi li conosce cerca di evitarli.
In questo articolo voglio elencare quelli che sono i coloranti e additivi alimentari di origine animale che si trovano in molti prodotti ad uso comune utilizzati dagli esseri umani.

  • Colorante E120 e sotto il nome di carminio o acido carminico
    è un colorante naturale che si ricava dal corpo essiccato di alcuni insetti (Cocciniglia o Coccus Cacti) che si nutrono della linfa di piante. Dal loro corpo viene estratto il colorante che può essere usato in tintoria, nell’industria dolciaria, per la colorazione di liquori o bibite rosse (o arancio scuro) e l’inchiostro e in prodotti cosmetici. Questi insetti sono tutt'oggi molto richiesti come colorante dalle industrie di tutto il mondo, è dunque difficile credere nella veridicità della riproduzione sintetica.

  • Additivo E542, fosfato di ossa edule
    Il fosfato d’ossa è un additivo derivato dai resti delle ossa delle carcasse di animali macellati. Questo additivo può essere utilizzato come antiagglomerante, ma anche come fonte di fosforo in alcuni integratori alimentari. L’uso principale è nel settore cosmetico, dove viene utilizzato per esempio in alcuni dentifrici.

  • Additivo E904 gommalacca
    La gommalacca è una fragile e scagliosa secrezione dell’insetto dell’ordine degli emitteri Kerria lacca, presente nelle foreste di Assam e Thailandia. Essendo commestibile, inizialmente la gommalacca è stata usata come agente lucidante per pillole e caramelle e viene ancora usata come rivestimento della frutta per impedirne il deperimento dopo la raccolta.

  • E471, mono e digliceridi degli acidi grassi
    I mono e digliceridi degli acidi grassi e471 possono essere ricavati da oli vegetali di scarsa qualità, come l’olio di cocco e l’olio di palma, ma anche da scarti animali della macellazione, come corna, unghie e grasso. Dal momento che soltanto i produttori possono fornire informazioni dettagliate sulla loro origine, vegetariani e vegani preferiscono evitarli.

  • Additivo e Aroma naturale Castoreo
    Per prendere questa sostanza i castori vengono intrappolati e poi, nella migliore delle ipotesi sedati, oppure uccisi. Il castoreo, infatti, si trova nella borsa ghiandolare del castoro, tra l’ano e la base della coda. In Europa si usa solo in alcuni profumi, mentre negli USA è approvato anche come additivo alimentare. Nelle etichette, però, è definito semplicemente come "aroma naturale".

  • Amminoacido L-cisteina o E920
    Amminoacido ricavato dalle piume delle anatre (o dai capelli umani) e utilizzata nella realizzazione di pane bianco e prodotti da forno. Durante la lavorazione reagisce con alcune proteine del frumento e si trasforma. Per questo motivo i panifici e le aziende alimentari non sono tenute a segnalarla nella lista degli ingredienti: il miglior modo di evitare questo “panino all’anatra” è consumare prodotti integrali. Oggi la L-cisteina o E920 è sintetica o è ottenuta da colture batteriche. Era fatto di capelli umani, preferibilmente asiatici, perché ha un contenuto particolarmente elevato di cisteina. Tuttavia, da aprile 2013 questo è vietato da una direttiva UE.

  • E441 o gelatina alimentare
    È la componente essenziale delle caramelle gommose e un chiarificatore vinicolo. Talvolta viene chiamata a sproposito “colla di pesce” ma in realtà è ottenuta dall’evaporazione di tessuti connettivi di animali da allevamento sciolti in acqua tramite idrolisi.

  • Lanolina ovvero il grasso oleoso prodotto dal vello delle pecore
    La lanolina è utilizzata come emolliente in una vasta gamma di prodotti cosmetici ma ha anche usi alimentari, specialmente nelle gomme da masticare.

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