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Chi e quando ha inventato il parafulmine?

Il successo degli esperimenti sull'elettricità naturale portò il fisico statunitense Benjamin Franklin (1706-1790) a ideare il parafulminee (che fu applicato per la prima volta con successo a Parigi il 10 maggio 1752), un dispositivo in grado di attirare l'energia elettrica dispersa nell'aria durante i temporali e di scaricarla nel terreno, in maniera del tutto innocua. Il primo parafulmine fu installato nel 1760 sul tetto di una casa a Philadelphia, negli Stati Uniti. 

Nel 1752 Benjamin Franklin effettuò un celebre esperimento con l'aquilone dimostrando che i fulmini sono una forma di elettricità naturale.

Impianti solari e fotovoltaici
Per gli impianti solari o fotovoltaici a tetto, se vi sono dei conduttori non schermati paralleli alla caduta del fulmine, si creeranno delle forti sovratensioni ed energie indotte significative, che in assenza di uno scarico a terra, fanno aumentare la tensione a livelli inaccettabili, con danno irreparabile per inverter e alcuni pannelli.
La norma CEI 82-25 del giugno 2006 stabilisce i parametri tecnici per valutare se l'impianto contro i fulmini è obbligatorio. In generale, è d'obbligo per quegli impianti che alterano in modo "consistente" la sagoma dell'edificio. Altre norme di riferimento sono la CEI EN 62305 (CEI 81-10).

Fulmini nella religione
Nel XVIII secolo era ancora di usanza comune ritenere che i fulmini, assieme ad altri fenomeni naturali allora inspiegati, fossero causati da una volontà divina. L'invenzione del parafulmine, inizialmente disapprovato dal clero che lo riteneva uno strumento che limitava l'ira di Dio, contribui alla fine di questo mito. Il re Giorgio III ostacolò la diffusione del parafulmine nel Regno Unito, anteponendo all'avversario Franklin le tesi dello scienziato reale Benjamin Wilson, che teorizzò la necessità di chiudere il circuito di scarico della massa a terra con un conduttore di forma sferica.

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